Il Paese della Longevità

Il Paese della Longevità

A 700 metri sul livello del mare si trova Arzana, un piccolo centro nella provincia di Nuoro, famoso oggi per la longevità dei suoi abitanti, tanto da essere annoverata tra i pochi e prestigiosi territori appartenenti alla “Blue Zone”.


I Boschi Arzanesi

Il territorio arzanese possiede dei boschi di inestimabile bellezza che occupano una superfice di circa 2.152 ettari su un totale di 5900ha. Questa è quindi la componente ambientale più importante, non solo per la sua estensione ma anche per l’indubbio valore naturalistico-ambientale. Le specie prevalenti in queste aree sono il leccio, diverse latifoglie decidue (ontani), ginepri e il tasso.  All’interno di queste aree, vista la totale assenza di regolamentazione e pianificazione di attività, sembra essersi creato un possibile “ecosistema ad equilibrio precario”, dove la natura accetta le attività dell’uomo senza essere lesa da esse.

I Boschi del Gennargentu

Il Comune di Arzana possiede una buona percentuale del territorio del massiccio del Gennargentu chiamato storicamente “Monte di Silisè”.
Lungo le valli del Flumendosa si possono scorgere tratti di antiche foreste, in particolare nei boschi di Tedderiddu  e di Perreddu in cui troviamo il leccio e i tre alberi di tasso tra i più vecchi d’Europa,  insieme ad altre specie di arbusti quali ginepri, ontani, cisti e come all’interno di questo habitat  risiedono indisturbati mufloni, cinghiali e cervi.

Leccio di Perreddu

Tasso di Tedderì

Inoltre sono presenti nuclei sparsi di Pino Nero (Pinus nigra) e Cedro dell’Himalaya (Cedrus Deodara). Ad ovest della s.s. 389 e a sud del Lago Flumendosa si possono trovare alcuni esemplari di Pino di Monetery, circondate da giovani riforestazioni di conifere e latifoglie. Il tutto è sovrastato da Punta La Marmora, la vetta più alta della Sardegna, appartenente proprio all’agro arzanese.La morfologia del territorio del Gennargentu è divenuto dimora adatta a specie tra le quali il geotritone del Supramonte (Speleomantes supramontis),  la lucertola del Bedriaga (Archaleocerta bedriagae), la biscia d’acqua sarda (Natrix cetti),  l’aquila reale (Aquila chrysaetos), il falco pellegrino (Falco peregrinus) , la lepre sarda (Lepus capenzis),la volpe (Vulpes vulpes),il cinghiale (Sus scrofa) e il muflone


Il Parco Carmine

Il Parco Carmine è situato nella parte più alta del paese, lungo la statale 389, ed è un esteso  e lussureggiante bosco dotato di lecci antichissimi, di una ricca pineta e della macchia mediterranea. Il luogo è ulteriormente impreziosito dalla presenza di una sorgente d’acqua purissima che sgorga da una fontana di antica derivazione (Funtana Onniga),  di recente ricostruita. In una ambientazione così affascinante e rilassante è possibile trascorrere il tempo libero indisturbati grazie anche alle attrezzate aree picnic e ai sentieri che consentono delle lunghe passeggiate attraverso il bosco ma che conducono altresì a ulteriori incantevoli aree boschive di cui il territorio è ricco.


Il complesso forestale S. Cristoforo / Monte Idolo

Il Vivaio Forestale San Cristoforo del Monte Idolo è nato nel 1992 successivamente all’acquisizione del terreno attinente. Gestito dal 2000 dall’Ente Foreste della Sardegna si trova a circa 6 km di distanza dal paese ad un’altezza di circa 900 ms.l.m., raggiungibile tramite un bivio sulla strada statale 389.

Lo scopo di tale struttura è quello di fornire materiale per le attività rimboschimento o di ripristino ambientale. La sede è stata spesso oggetto di visite guidate alla riscoperta della natura, delle specie endemiche del territorio, in particolare delle diverse piante officinali che qui si possono trovare come l’Arzanolo (Helichrysum italicum), l’Iperico (Hypericum perforatum).

Le sue strutture si trovano in una zona prevalentemente pianeggiante in un clima mite che è interessato da limitate escursioni termiche sotto lo zero limitatamente ai mesi di dicembre, gennaio e febbraio, periodo in cui si può assistere anche a precipitazioni di carattere nevoso.  Le specie arboree presente in questa area sono i pini (Pinus pinea, Pinus radiata, Pinus pinaster) e lecci (Quercus Ilex).


Il Monte Idolo

 

Il Monte Idolo è l’imponente montagna alta 1240 mt che sovrasta il paese di Arzana. All’altezza di circa 1200 mt è posta una grande statua di San Michele Arcangelo che guarda su un panorama mozzafiato e abbraccia buona parte dell’Ogliastra.  Anche quest’area è ricoperta da fustaie di pini (Pinus pinea, Pinus, radiata, Pinus Pinaster) e nuove formazioni di lecci (Quercus ilex) a cui si possono accostare formazioni prative e macchia bassa.  Per ciò che riguarda l’aspetto faunistico, anche qui possiamo trovare esemplari di lepre e cinghiale sardo insieme aI percorsi sterrati consentono di visitare, a piedi o con altri mezzi, tutta l’area, godendo della serenità che solo un paesaggio del genere riesce a donare.

 

 

 


Cenni Storici e Siti Archeologici

Le origini del nome Arzana sono, ancora oggi oscure .
Secondo la teoria più accreditata deriverebbe dal latino “aer sana”, che metteva in risalto l’aria buona che vi si respirava data la favorevole posizione geografica del paese.
Non è possibile risalire al momento della fondazione del paese nel suo attuale sito, ma la frequentazione del territorio è stata certamente in età prenuragica, come dimostra la presenza della domus de janas di Perdixi, e in epoca nuragica; sono, infatti, numerosi i resti di testimonianze archeologiche relative a questo periodo: i villaggi di Ruinas, nucleo del Gennargentu e principale monumento del paese, Adana, Bidda ‘e Silisè, Forru, Mundau e Gidinis. Cocci di ceramica presenti nel versante sud del Gennargentu e la scoperta del villaggio “Idda ‘e Silisè rimandano alla dominazione romana. Intorno al 1300, le popolazioni residenti nei villaggi del Salto di Silisè, porzione arzanese del Gennargentu, migrarono ad Arzana a causa della diffusione di una pestilenza. A valle del paese, si evidenziano tracce del periodo nuragico con le tipiche costruzioni di Arredabba, Gilorthi, Biddadeni, Sa Pentuma e Piscina Niedda e, all’interno del centro abitato, la località termale “Su Angiu”, di epoca romana, era visibile fino al 1800. Passata dal giudicato di Cagliari a dominio della famiglia Visconti e successivamente conquista aragonese, sotto la signoria di varie casate fino al 1807, Arzana divenne parte della provincia dell’Ogliastra e oggi conta circa 2500 residenti.


ARZANA e i suoi Monumenti

All’interno dell’abitato troviamo alcune opere realizzate dall’artista Pinuccio Sciola (San Sperate, 15 marzo 1942 – Cagliari, 13 maggio 2016), la prima scultura, sita in Piazza San Rocco, nella parte alta del paese, denominata “Monumento al Pastore” (1996).
Sempre negli anni ’90, l’artista dedicò ai caduti in guerra di Arzana una sua opera che si può vedere nella piazza conosciuta proprio come “Piazza dei caduti”, situata al centro del paese in via Garibaldi e una pittura all’interno della “Sala Polifunzionale” sita in Via Satta. (sala in onore del personaggio arzanese di spicco Anselmo Contu).

 

 

La statua dedicata a San Michele Arcangelo, posta sulla cima del Monte Idolo, a 1240 m.t.l.m., è stata fatta realizzare nel 1974 dal canonico Onorio Stochino, nativo di Arzana e a lungo rettore del seminario sotto il vescovo Mons. Delogu.

 

 

Sempre al centro del paese troviamo i giardinetti pubblici al cui interno possiamo osservare una statua dedicata al famoso evento gastronomico del Porcino D’Oro e il monumento di Monsignor Virgilio.

 

 


 


Siti minerari

Il territorio di Arzana, oltre a vantare la presenza di numerosi siti archeologici, ospita diverse miniere, esaurite ormai da tempo, di cui oggigiorno si possono osservare solo gli scavi e le discariche conseguenti al loro utilizzo. Sebbene tali giacimenti fossero numerosi, questi si presentavano poveri nel loro contenuto, per questo il loro sfruttamento avveniva per un periodo limitato.
Il suolo è composto da una potente formazione di roccia scistosa, metamorfica e siluriana, che contiene banchi e lenti carbonatiche mineralizzate.
Le mineralizzazioni conseguenti presentano: ematite, pirrotina, calcopirite, melnicovite, fluorite, magnetite, pirite, blenda e galena con subordinate; si possono riscontrare anche altri materiali quali gli ossidi di ferro e di rame e la goetite.
Oggi, della presenza di tali giacimenti rimangono tracce esigue e pochi riconoscibili, come quella di Genna ‘e Contu, conosciuta anche come Bacu Furau, accessibile dalla S.S. 389, e posta a sud del lago Flumendosa.
In questo sito si è potuta riconoscere una mineralizzazione filoniana a fluorite in ganga quarzosa e una prevalenza di magnetite. Quest’area mineraria risulta attiva già dal 1881 per quanto riguarda l’estrazione del ferro e, dal 1918 al 1940 per piombo e zinco. È stata qui realizzata, a tale scopo, una galleria ed una trincea. Un’ulteriore galleria era collegata alla precedente tramite fornello. Altre miniere si possono osservare nel territorio
circostante il paese oltre che nel centro abitato (Cuccurone).


Siti e popolamenti naturali

L’areale del Gennargentu comprende un’estesa zona montuosa posta nella parte centro orientale della Sardegna; in quest’area troviamo le più alte vette dell’Isola come Punta La Marmora appartenente al comune di Arzana, che spicca con i suoi 1834 m s.l.m. su un paesaggio incantato, selvaggio e indomabile.
Le sue cime sono di antica formazione e per la sua particolare flora e fauna è tra le zone di protezione speciale.Il clima della zona, con particolare incidenza dei venti da N-O e le precipitazioni concentrate prevalentemente nei mesi autunno-invernali e il tipo di suolo, hanno agevolato lo sviluppo di particolari specie vegetali quali il tasso (Taxus baccata),leccio (Quercus ilex), quercia da sughero (Quercus suber), roverella (Quercus pubescens), agrifoglio (Ilex aquifolium), e, tra le erbe medicinali più conosciute, la digitale rossa (Digitalis Purpurea), la genziana maggiore (Gentiana Lute), l’elicriso (Helichrysum italicum) e l’iperico chiamato anche Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum l ).

La morfologia del territorio del Gennargentu è divenuto dimora adatta a specie tra le
quali il geotritone del Supramonte (Speleomantes supramontis), la lucertola del Bedriaga (Archaleocerta bedriagae), la biscia d’acqua sarda (Natrix cetti), l’aquila reale (Aquila chrysaetos), il falco pellegrino (Falco peregrinus) , la lepre sarda (Lepus capenzis), la volpe (Vulpes vulpes), il cinghiale (Sus scrofa) e il muflone (Ovis musimon),ora specie protetta.
Il territorio arzanese ,oltre a diversi monumenti archeologici noti, possiede numerosi siti di notevole importanza ambientale, alcuni rinomati e altri meno conosciuti ma sempre di inestimabile bellezza.

Punta La Marmora

La cima più elevata della Sardegna, sita nel territorio arzanese a 1834 m.s.l., deve il suo nome al Gen. e scienziato Alberto Ferrero, La Marmora poiché fu lui ad effettuare le misurazioni del crinale e del punto più alto.
Le rocce che formano la montagna sono scisti metamorfici risalenti al Paleozoico.
A causa del clima sfavorevole, la vegetazione presente nelle pendici è rada o formata da piccoli arbusti, mentre la cima, di forma arrotondata, è quasi del tutto sguarnita.
Su uno dei versanti, nella zona di Tedderieddu, è presente una formazione di tassi secolari.

Tedderieddu e gole di pirincanis

Alle pendici di punta La Marmora si trova la foresta di tassi denominata Tedderieddu che racchiude al suo interno dei tassi secolari fra i più antichi al mondo, un patrimonio preziosissimo sopravvissuto al tempo e testimonianza del passato glorioso di questo bosco .
Situato in uno dei punti più alti del versante orientale del Gennargentu si trovano le suggestive Gole di Pirincanis: qui si sono formate, nel corso delle varie ere, piscine d’acqua cristallina, come monumenti architettonici, che sfociano in varie cascate di diversa grandezza tra queste la più grande presenta un salto di oltre 15m.

Una delle cime del Gennargentu dove sorge Arzana, è il Monte Idolo alto 1240 m , costituito in parte da graniti bianchi e rossi e attraversato da vari corsi d’acqua e torrenti che convergono nel bacino del Flumendosa.

Per quanto riguarda la vegetazione gran parte del territorio è  ricoperto  da fustaie di pino (Pinus pinea, Pinus radiata, Pinus pinaster) ma anche da leccio (Quercus ilex) che si trovano principalmente sul versante nord in cui sono presenti anche alcuni nuclei di pino nero e cedro. Una ricchezza da molti invidiata è la presenza in questi territori del pregiatissimo Porcino, le cui varietà sono apprezzate in tutto il mondo soprattutto in occasione della manifestazione a lui dedicata: “Il Porcino d’Oro”

Grazie alla sua altezza consente di avere il miglior panorama su tutta l’Ogliastra rendendo suggestive attività quali passeggiate a cavallo o a piedi e percorsi in bicicletta organizzati.


Arzana nella BLUEZONE

L’incremento eccezionale della speranza di vita che caratterizza alcuni Paesi come il nostro, ha spinto molti ricercatori a indagare sulle peculiarità territoriali, culturali e sociali di questi luoghi annoverati tra le cosiddette “BLUE ZONE” (Poulain, Pes et al., 2006) di cui l’Ogliastra insieme all’isola di Ikaria in Grecia, ad Okinawa in Giappone, alla penisola di Nicoya in Costarica, e infine a Loma Linda, in California fa parte: qui il livello di longevità è fra i più alti al mondo e proprio Arzana può annoverare un primato a riguardo, riconosciuto ufficialmente.

Studi genetici condotti mostrano una diversa conformazione fenotipica e genotipica degli abitanti (ad esempio Angius et al., 2001) ma anche lo stile di vita, gli aspetti culturali e l’alimentazione ricca di verdura, frutta e legumi in particolare sembrano aver inciso su questo traguardo. I nostri anziani conducevano un’esistenza non basata sull’agiatezza ma sulle fatiche del lavoro nelle campagne che inducevano ad una attività fisica costante dove grosse quantità di cibo non sempre erano disponibili ma ci si accontentava di ciò che offriva la natura e dei frutti del proprio lavoro che generalmente riguardavano l’agricoltura e la pastorizia. Una percentuale di merito pare si possa essere attribuito, oltre alle particolarità del nostro paese qui descritte, ad altre di natura psicologica quali la considerazione dell’anziano come membro attivo della società e quindi mai abbandonato, che lo portano così ad avere un alta considerazione di se stesso anche in età avanzata, con una buona stima delle proprie capacità cognitive e metacognitive (Fastame e Penna, 2012), sentendosi fino alla fine un elemento essenziale per la propria famiglia e il proprio contesto.

 

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